Trendwatching - Mercati

 
Economia
Il successo del travel retail

Il travel retail cresce anche in Italia. In un futuro non molto lontano faremo molti dei nostri acquisti tra gli aeroporti e le stazioni ferroviarie. Nel momento in cui tutto quello che si deve fare è aspettare un treno o un volo aereo, ci si sente più rilassati e quindi più inclini a gratificarci con un acquisto. Le aziende, da quelle di moda a quelle del food, si sono adattate, accompagnando le esigenze di un tipo di shopping che segue abitudini e comportamenti del tutto differenti da quelli dei negozi tradizionali. Quello del travel retail è un acquisto d’impulso, un tipo di shopping rapido che non prevede che si provi l’indumento prima dell’acquisto. La parola d’ordine? Ottimizzare i tempi e gli spazi.

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(Pambianco Week, Gio, 22/11/2012, E57) - Notiziario: 11/2012
 
I dati dell’Osservatorio Carte di Credito

Sono le carte di debito e le prepagate a trainare la spesa con carta degli italiani. Secondo in dati dell’Osservatorio Carte di Credito Assofin, CRIF e Gfk Eurisko, nel 2011 le operazioni di pagamento con carte sono cresciute del 4%. Ciò grazie alla maggior diffusione dei bancomat e delle carte prepagate. L’aumento dell’incertezza economica ha portato le famiglie italiane ad allontanarsi ancora di più dalle carte di credito, per evitare il «debito». Nel 2011 il numero delle carte in circolazione è calato del 12%, in calo anche il numero (del -0,3%) e l’importo delle transazioni (-2,1%), con un valore medio della transazione vicino ai 95 euro, contro i 97 del 2010 e i 104 del 2007. E’ la necessità di controllare le spese che premia le carte di debito e le prepagate.

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(Aziendabanca, 31/10/2012, E56) - Notiziario: 11/2012
 
Male i Gruppi d'Acquisto sul web

Grupon, Groupalia e Glamoo registrano un coefficiente di rischio reputazionale negativo per 2,61, un valore elevatissimo considerando che l’indice medio in settori diversi è vicino allo zero. Questi portali adottano una comunicazione capillare per promuovere coupon e deal quotidiani attraverso blog affiliati e social network, gli utenti utilizzano gli stessi canali per denunciare e condividere le esperienze negative e predisporre class action con il supporto di associazioni a tutela del consumatore sempre più agguerrite. Le criticità? Legate alla mancanza di chiarezza informativa e alla cattiva gestione del servizio cliente. Ed è spinosa anche la questione della mancata emissione della ricevuta fiscale da parte del sito.

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(Mark Up, 30/11/2012, E55) - Notiziario: 11/2012
 
La crisi del Retail Banking

A causa della persistente recessione, il retail banking italiano sta oggi attraversando una crisi profonda. Dal 2006 a oggi i ricavi delle banche sono inesorabilmente calati del -3% all'anno, mentre i costi operativi sono rimasti pressochè stabili. E i segnali di crisi emergevano già prima. Non bisogna inoltre trascurare i cambiamenti che sono ormai in atto da diversi anni sui clienti, i loro bisogni, i loro comportamenti e le loro attese sulla relazione con la banca. Molti clienti oggi si recano sempre meno in filiale, ma la relazione personale è ancora considerata ad altissimo valore per tutti quei servizi di reale consulenza di cui alcuni clienti esprimono forte bisogno. La banca deve trasformarsi, perchè il fatto che ci sia un punto vendita fisico non significa che questo bisogno di consulenza venga soddisfatto.

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(Marketing e Finanza, 30/09/2012, E54) - Notiziario: 10/2012
 
Il lusso cresce, nonostante la crisi

Anche nel 2012 il mercato mondiale dei beni di lusso continua a crescere. Secondo il Rapporto annuale di Fondazione Altagamma, gli acquisti di beni per la persona, dalla moda ai gioielli, crescono del +10% per un valore di 212 miliardi di euro. Crescono anche gli alberghi di lusso, i vini e i superalcolici, mentre rallentano le spese di beni durevoli, come le auto e il design. A livello globale l'alto di gamma è il segmento che gode di buona salute; i big spender del lusso provengono soprattutto da Oriente e Stati Uniti, mentre l'Europa è più prudente. La novità è che non sono più solo le donne innamorate del lusso, ma anche gli uomini, per cui le aziende studiano nuove offerte e prodotti.

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(Italia Oggi, 16/10/2012, E53) - Notiziario: 10/2012
 
Il trionfo della monoporzione

A causa della crisi anche in Europa si mettono in atto le strategie di marketing dei paesi in via di sviluppo. Unilever, ad esempio, ha deciso di ridurre il formato di alcuni suoi prodotti per poter tagliare i prezzi fino al limite delle monodosi da pochi centesimi. Mc Donald's propone dieci prodotti a un euro, per pranzare con una moneta, e Coca-Cola ha messo sul mercato la mini lattina da 15cl. Le promozioni sulle grandi quantità non hanno infatti più senso, i consumatori preferiscono oggi lo sconto sul prodotto piuttosto che il 3X2. L'Europa è un paese impoverito, per questo le aziende si stanno muovendo in maniera tattica con la proposta di microdosi da una parte o di promozioni multiple dall'altra.

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(CorrierEconomia, 22/10/2012, E52) - Notiziario: 10/2012
 
Un'opportunita' per il futuro

La nuova teoria economica, sintetizzata nel libro "Reverse Innovation: Create Far From Home, Win Everywhere", sovverte l'assunto secondo il quale i paesi emergenti siano disposti ad assorbire acriticamente i prodotti e i brand pensati e sviluppati per i mercati occidentali, in virtù di una loro presunta superiorità a livello di immagine e appeal. La recessione dei modelli occidentali e la necessità di ricercare sbocchi in mercati tuttora dinamici devono far riflettere sull'opportunità di un nuovo approccio all'innovazione, che ampli il ventaglio di bisogni da soddisfare, allontanandosi da una visione incentrata su quei modelli.

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(Gdo Week, 03/09/2012, E51) - Notiziario: 09/2012
 
Largoconsumo nel 2012

SymphonyIRI Group ha realizzato il report "Lo scenario distributivo e l'andamento del largo consumo nel 2012". L'attuale momento storico è difficoltoso per la grande distribuzione e sono molteplici i fattori che stanno condizionando in modo pesante il comportamento d'acquisto e le possibilità di spesa degli italiani, con conseguenti ripercussioni sui bilanci della grande distribuzione. Il calo dei volumi di vendita a causa del continuo aumento dei prezzi dettato dall'inflazione, la minor fedeltà dei consumatori alle marche, la moria dei piccoli negozi, la crescita di ipermercati e discount, questi sono i principali focus emersi dallo studio. La grande distribuzione deve intervenire per correre ai ripari.

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(Il Mondo del Latte, 01/09/2012, E50) - Notiziario: 09/2012
 
Le paure del 2013

Le prospettive future dell'economia sono negative, soprattutto nei paesi mediterranei. Per l'Italia e l'Europa l'autunno sarà difficile e per l'anno prossimo c'è il rischio di stagnazione. L'America invece continuerà a crescere anche se a ritmo molto lento. Ecco quali sono le previsioni economiche a livello mondiale: l'Italia dovrà fare i conti con la recessione, l'Africa crescerà e diverrà la nuova locomotiva e cresceranno anche Sud America e Asia.

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(Panorama, 05/09/2012, E49) - Notiziario: 09/2012
 
Ma che fatica stare a galla

La recessione non dà tregua al nostro sistema industriale. Il Cerved Group ha analizzato i bilanci di 128 mila aziende italiane, circa il 15% del totale, dai quali è emerso che le aziende sono senza profitti e cariche di debiti. Oltre il 21% delle aziende con ricavi superiori ai 50 milioni di euro è in rosso, mentre la quota di pmi con margini operativi lordi negativi torna ai livelli del 2009. Barcollano anche le società di servizi in calo del 16,5%. Il 40% delle grandi imprese e il 30% delle piccole non riescono più a reggere oneri e debiti finanziari.

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(Il Mondo, 10/08/2012, E48) - Notiziario: 07-08/2012
 
Sei trend per un mondo che cambia

Lo studio "A totally different world" curato da MCE, Management Centre Europe, espone i sei trend destinati a produrre un forte impatto sull'economia e sul business. In seguito al cambiamento economico degli ultimi anni, la classe media dei consumatori sta aumentando in molti paesi emergenti, ciò produrrà un'ampia domanda di prodotti più sofisticati, materie prime, trasporti, energia elettrica,... La tecnologia ha profondamente cambiato la nostra vita e il cambiamento proseguirà anche negli anni a venire; nei paesi sviluppati si assisterà al ritorno dell'industria manifatturiera, con prodotti ad alto valore aggiunto e soluzioni personalizzate. La nuova economia richiederà l'intervento statale e i nuovi consumatori, dall'età media più elevata, saranno più esigenti.

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(Media Key, 30/06/2012, E47) - Notiziario: 06/2012
 
La crescita dentro la crisi

E' confortante il quadro che emerge dalla terza edizione del Beauty Report 2012 sulla cosmetica, commissionato da Unipro. Nonostante le difficoltà di crescita e di sviluppo in tutti i mercati, la produzione nazionale di cosmetici è circa di 9.000 milioni di euro, con un tasso del 4,4%, sostenuta solo in parte dal mercato interno, ma soprattutto dalle esportazioni, cresciute dell'11% per un valore di 2.700 milioni di euro. Le imprese dimostrano capacità di reggere l'urto, mentre i consumatori selezionano il servizio ma comunque non rinunciano alla cosmetica.

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(Allure, 30/06/2012, E46) - Notiziario: 06/2012
 
Internazionali dentro e fuori

L'Ispi, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, ha evidenziato che molti limiti della presenza all'estero delle aziende italiane derivano da uno scarso approfondimento della situazione di mercato dei paesi emergenti. Cina, Russia e Brasile fino a oggi hanno rappresentato la valvola di sfogo per l'economia europea, ma presentano già i primi segnali di flessione in termini di inflazione e crescita. Lo sguardo va spinto oltre: Vietnam, Ghana, Indonesia, Malesia, Egitto, Ucraina. Gli imprenditori non possono però ancora muoversi da soli, andare all'estero deve essere un'azione pianificata e supportata dalle corrette informazioni. E’ necessaria una strategia globale.

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(L'Impresa, 31/05/2012, E45) - Notiziario: 05/2012
 
Ricette per ripartire

Secondo la ricerca condotta da The European House Ambrosetti, i driver per riattivare la crescita dell'industria alimentare sono: innovazione, qualità e legame con il territorio. Il settore agroalimentare dell'Ue a 27 genera vendite cumulate per circa 3.500 miliardi di euro, è il primo settore per vendite a valore e numero di addetti ma presenta investimenti in ricerca e sviluppo insufficienti. E' necessario ripartire da un'innovazione che riscriva i consumi: le varie esperienze di consumo sono oggi in competizione tra loro, ciascuno di noi paragona la forza di una nuova esperienza di consumo dell'alimentare con quella di un nuovo prodotto di elettronica personale o con quella di un servizio bancario.

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(Food, 31/05/2012, E44) - Notiziario: 05/2012
 
Gli italiani e la felicita': indagine sui consumi di prodotti lattiero-caseari

Gli italiani associano latte e latticini a valori di benessere e felicità. Il consumo di prodotti lattiero-caseari coinvolge la quasi totalità della popolazione: il 92% formaggi, l'85 latte, il 77% sia burro sia yogurt e latti fermentati, il 70% panna. Nell'ambito dei consumi alimentari italiani latte e latticini hanno la leadership assoluta, sono i prodotti alimentari che mostrano la penetrazione più elevata, superiore addirittura alla pasta. Ecco i risultati emersi dall'ultima indagine demoscopica biennale svolta da AstraRicerche.

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(Il Mondo del Latte, 30/04/2012, E43) - Notiziario: 04/2012
 
Il valore dei luoghi influenza l'economia

La brand image è una risorsa fondamentale per l'economia di un Paese, è indicatore di buon governo e assume un ruolo fondamentale nel processo decisionale dei consumatori. Una buona immagine può impattare sulle scelte dei consumatori, che possono favorire nello loro aspirazioni e desideri prodotti che hanno una netta corrispondenza con un brand/nazione. L'immagine di una nazione va gestita come una marca, avviando un'azione strategica che possa essere applicata nel lungo termine. Solo così le Pmi che annoverano brand poco noti all'estero potranno accreditare i loro marchi all'immagine percepita del Paese e avviare un processo di esportazione sulla scia della reputazione globale.

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(Mark Up, 30/04/2012, E42) - Notiziario: 04/2012
 
Come resistere alla crisi

Il mercato dei prodotti cosmetici sembra non risentire della crisi, anche se alcuni canali sono in sofferenza. Il centro studi di Unipro ha analizzato in profondità sia l'andamento dei canali nel corso del secondo semestre 2011 sia le previsioni riferite al primo semestre 2012: il mercato è in sostanziale tenuta, alla fine del 2011 ha raggiunto i 9.300 milioni di euro, riportando una crescita pari all'1%. A inizio 2012 il comparto è sostenuto dalle esportazioni, ma si prevede che il domestic market sarà ancora negativamente condizionato dalla crisi.

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(Largo Consumo, 31/03/2012, E41) - Notiziario: 04/2012
 
Disegnare un'offerta nel segno del nuovo

Negli ultimi anni, a causa della recessione, la disponibilità dei consumatori a testare nuovi prodotti, e allo stesso tempo la disponibilità delle azienda a fare investimenti, ha avuto un notevole calo. L'innovazione, che nell'ultimo ventennio è stata una leva fondamentale per la crescita delle aziende, in questo contesto doveva essere reale per risultare vincente. L'innovazione risulta quindi fondamentale per il rilancio dei consumi. Non ci si può più affidare solo alle promozioni, alla convenienza e al top di gamma.

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(Gdo Week, 12/03/2012, E40) - Notiziario: 03/2012
 
Davos, va in scena la sostenibilità

Il World economic forum, che si è tenuto a fine gennaio, ha decretato la fine inesorabile del capitalismo nella sua forma attuale, ritenuto ormai non più idoneo a rispondere alle nuove sfide che il pianeta è chiamato oggi ad affrontare. Per superare la crisi e costruire il futuro occorre ridisegnare il sistema. La sicurezza alimentare legata al tema della malnutrizione, la necessità di aumentare la produzione agroalimentare e il problema del global warming, sono stati i punti attorno cui si è svolto il forum di quest'anno dal tema "The Great Trasformation: shaping new models".

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(Business, 01/03/2012, E39) - Notiziario: 03/2012
 
Dove sono finiti i nostri soldi?

Secondo le rilevazioni trimestrali dell'Istat, a fine 2011 sono cresciute le aziende che registrano un peggioramento delle condizioni di accesso al credito, raggiungendo quota 49,7%. E ciò significa maggior rischio d'insolvenza. L'adozione delle nuove politiche volte a favorire la ripresa potrebbero dare effetti più profondi e veloci e lasciar ben sperare. Ma basta impegnarsi e prima o poi la tempesta passerà? O non c'è nulla da fare? E dove sono finiti i soldi? Piercarlo Ceccarelli, noto consulente di organizzazione strategica, Francesco Daveri, ordinario di politica economica, ed Emanuele Facile, docente di financial Risk Management, esprimono la loro opinione in merito.

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(L'Impresa, 01/03/2012, E38) - Notiziario: 03/2012
 
Il futuro del cibo

Secondo quanto stimato dalla Fao, nel 2050 ci saranno 2,5 miliardi di persone in più sulla Terra. Come sarà possibile nutrirle? Dovrà raddoppiare la produzione di cibo, bisognerà adottare nuove tecnologie ed evitare sprechi. E' necessario ripensare completamente al nostro modo di usare la terra e l'acqua e si dovranno trovare nuovi modi per produrre più colture in posti dove fino a oggi era impossibile o difficile coltivare, come nel deserto. Bisogna puntare su cibi nuovi, come alghe, carne artficiale e insetti, e sulle idee geniali.

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(Eurocarni, 01/03/2012, E37) - Notiziario: 03/2012
 
M&A: l'Italia è sempre più una terra di conquista

Il 2011 del merger & acquisition si è chiuso facendo registrare un debole segnale di ripresa rispetto all'anno precedente, con operazioni per un controvalore totale di 27,5 miliardi di euro, in crescita del 37,5% rispetto al 2010; crescono anche i volumi con 329 operazioni concluse (+18%). Il 2011 è stato un anno contraddittorio con un mercato a due facce: se il primo semestre si è chiuso particolarmente bene con controvalori superiori ai 17 miliardi di euro, la seconda parte dell'anno è stata piuttosto deludente, con operazioni concluse per appena 10 miliardi. Le aziende italiane sono state il target di acquirenti stranieri, francesi in prima linea.

(Gdo Week, 20/02/2012, E36) - Notiziario: 02/2012
 
Giorno per giorno

In Europa e, soprattutto, in Italia si aggira lo spettro della recessione. A causa del senso di insicurezza e sfiducia nel futuro, il consumatore è oggi diventato più razionale e più attento al reale valore e alla reale qualità dei prodotti. Anche per il 2012 gli italiani si dichiarano propensi a cambiare atteggiamento d'acquisto, risparmiando con un carrello più leggero in termini di quantità o con il surfing tra categorie di consumo. C'è inoltre chi pensa di spostare parte o tutti gi acquisti al discount o presso PdV con promozioni in corso. La Distribuzione e l'Industria devono tenere in considerazione queste interessanti indicazioni.

(Beverage&Grocery, 01/02/2012, E35) - Notiziario: 02/2012
 
2012 l'anno del grande digiuno

L'Europa dell'austherity si prepara ad affrontare un anno di pesante recessione e sta cercando di salvare l'euro e le banche. Dall'altra parte le famiglie cercano di salvaguardare i pochi redditi e risparmi ormai ridotti all'osso, riducendo i consumi. La stretta si è verificata già da fine 2011: sono calati i rifiuti di Natale e Capodanno, le spese in telefonia e nell'alta velocità. Le aziende si stanno preparando ad affrontare un anno difficile. Prometeia prevede che al 2014, quando la crisi dovrebbe essere finita, le famiglie avranno perso l'8% in potere d'acquisto e sarà aumentata di cinque punti la quota di reddito destinata ai consumi. Dove andremo a finire?

(L'Espresso, 09/02/2012, E34) - Notiziario: 02/2012
 
Manovra Salva Italia: si salverà il retail?

Quanto costerà al commercio la manovra "Salva Italia"? Le strutture distribuitve dovranno sostenere la perdita del fatturato a causa della caduta dei consumi, anche se i conti della gdo potrebbero beneficiare di un aumento di quote di mercato. In seguito al decreto Monti, che prevede la liberalizzazione degli orari e la possibilità di offrire prodotti a prezzi più bassi, a soffrire maggiormente sarà il piccolo commercio al dettaglio. Staremo a vedere che cosa succederà.

(Gdo Week, 23/01/2012, E33) - Notiziario: 01/2012
 
Pl, una specie in evoluzione

Il bilancio 2011 delle private label è positivo in tutti i canali distributivi, grazie al maggior assortimento e alla crescente accettazione di questa categoria di prodotti da parte dei consumatori. Il peso a valore della pl sul totale food grocery in iper+super+ls è del 16,9%, con un incremento del 5,6% rispetto l'anno precedente. Oggi solo il 20% degli italiani acquista prodotti a marchio per motivi legati al risparmio, la maggior parte di essi (83%), confronta il prezzo del prodotto pl con quello dei brand industriali. Il prezzo viene quindi valutato in rapporto al valore o alla qualità che il prodotto a marchio del distributore può esprimere.

(Food, 31/01/2012, E32) - Notiziario: 01/2012
 
Ai coreani piace il made in Italy

L'economia della Corea nel 2011 è salita all'undicesimo posto a livello mondiale, e ciò nonostante la forte dipendenza dalle esportazioni e il collasso del commercio globale. I coreani stanno ora facendo capolino anche in Italia: E.Land, ad esempio, ha acquisito alcuni marchi di pelletteria made in Italy: dopo Lario e Mandarina Duck, adesso è il turno di Coccinelle. L'obiettivo di E.Land è far crescere questi marchi nei mercati tradizionali e accompagnarli nel Far East.

(Economy, 25/01/2012, E31) - Notiziario: 01/2012
 
Tutto cambia, è normale

L'ordine mondiale è in fase di grandi sconvolgimenti e cambiamenti. Stiamo vivendo una vera crisi drammatica del capitalismo, una crisi in cui si stanno scambiando gli ordini dei fattori: gli Usa sono in forte declino e non riescono a risollevare il loro modello economico, l'Europa è ingabbiata nei suoi modelli a forte dipendenza delle casse statali e pesano sempre più sull'economia mondiale paesi come la Cina e l'India. I risolutori dei nostri problemi potrebbero essere Cina e Giappone, che hanno la potenzialità di acquistare i titoli di Stato europei per soddisfare il loro importante risparmio privato e le riserve statali. Da bipolare il mondo sta oggi diventando sempre più multipolare.

(L'Impresa, 01/01/2012, E30) - Notiziario: 01/2012
 
Il gigante si è svegliato

L'economia brasiliana è forte e ben strutturata. Il paese è leader nel settore automobilistico e ottavo al mondo per l'industria chimica, conta su oltre 30mile imprese tessili e, a livello globale, occupa il terzo posto per quanto riguarda il comparto calzaturiero. Nel periodo tra il 2005 e il 2011 la nazione ha registrato un tasso medio di crescita annuale del +12%, con una stabilizzazione dell'inflazione, un rafforzamento della valuta e una crescita degli investimenti da parte delle aziende sia locali sia internazionali. Gli ostacoli burocratici, le tasse e i dazi rallentano però la scalata del made in Italy in questo continente dalle tante opportunità.

(Fashion, 16/12/2011, E29) - Notiziario: 01/2012
 
Consumi mondiali di latte: i Paesi emergenti sono i veri protagonisti

A livello globale il settore lattiero-caseario è fortemente regolamentato: vi sono sovvenzioni alla produzione in molti Paesi sviluppati, che causano spesso un eccesso di produzione, e le barriere tariffarie non permettono di proteggere i produttori interni dalla concorrenza sleale a livello mondiale. Sebbene i livelli di consumo dei Paesi sviluppati siano ancora elevati, i veri player sono rappresentati dall’Asia e dal Sud America, dove il ricorso sia a latte fresco sia a prodotti caseari continua a crescere, e anche l’Africa, che richiede le polveri scremate e intere, comincia ad affacciarsi al mercato.

(Il Latte, 31/12/2011, E28) - Notiziario: 09/2011
 
La crescita del settore passa dai mercati internazionali

Il comparto del vino negli ultimi anni è caratterizzato da una diminuzione generalizzata dei consumi, in alcuni casi anche a doppia cifra. Ciò a causa della crisi economica e dalla tendenza al salutismo sposata dai consumatori. Non tutte le tipologie di vino sono in calo: i risultati più interessanti sono quelli ottenuti dai vini Doc Chianti e Lambrusco. Il Chianti è stato il vino più venduto nel canale moderno nel corso del 2010. In termini di volumi, invece, si segnala l’ottima performance realizzata dal Lambrusco. Vista la stagnazione dei consumi italiani, per crescere le aziende italiane devono puntare sull'export, che sta avendo un vero e proprio boom, e sull'innovazione.

(Imbottigliamento, 30/11/2011, E27) - Notiziario: 09/2011
 
L'export salverà il food italiano

Filippo Ferrua Magliani, presidente di Federalimentare, conferma che l'industria alimentare italiana è costretta a muoversi in uno scenario parecchio difficile. Il trend della produzione alimentare, nel 2011, con molta probabilità non supererà a consuntivo il tasso dell'1%, soprattutto a causa della stagnazione dei consumi alimentari interni. L'estero è l'unica area di espansione del food & drink italiano: nel decennio 2000-2010 l'export alimentare è cresciuto del 66,9%, e può crescere ancora. E' l'estero l'unica realistica area di espansione del sistema alimentare italiano.

(Mark Up, 30/11/2011, E26) - Notiziario: 08/2011
 
Il business verde entra in una nuova fase

Il green business è entrato in una nuova fase: tra stagnazione economica e calo progressivo degli incentivi pubblici, oggi il ritorno dell'investimento non è più automatico. Per di più la cattiva congiuntura economica ha peggiorato l'accessibilità al credito bancario, senza comprometterla nei casi in cui la richiesta di finanziamento sia supportata da un piano d'investimento reputato sostenibile dall'istituto di credito. Così il fotovoltaico, pur avendo subito un taglio netto degli incentivi, si conferma una scelta profittevole se ben calibrata. In che modo si può investire in questo comparto e assicurarsi il ritorno dell'investimento?

(L'Impresa, 01/11/2011, E25) - Notiziario: 07/2011
 
Colpiti, con la paura di affondare presto

L'economia italiana è una tra le più colpite dalla crisi: a fine 2010 il Pil ha raggiunto il +0,1%, confermando le previsioni poco rosee sulla ripresa del nostro paese. Le vendite al dettaglio nel 2010 hanno registrato un calo del 2%, mentre nel 2011 la spesa media è scesa dell'1%. Dall'edizione 2011 del Consumer Sentiment Report di BCG emerge che i consumatori italiani sono poco fiduciosi nei confronti del prossimo futuro, hanno paura e temono per le loro finanze. E l'incertezza economica dell'ultimo periodo di certo non aiuta il recupero della loro fiducia.

(Mark Up, 31/10/2011, E24) - Notiziario: 07/2011
 
Il laboratorio dell'export

A quattro mesi dalla chiusura dell'Istituto per il commercio estero, si lavora alla riapertura, anche se sono molti gli interrogativi da chiarire a riguardo. L'Ice è stato chiuso per far risparmiare le casse pubbliche, ma ciò non ha dato grandi risultati. L'export intanto tira, nonostante tutto. Nei primi otto mesi dell'anno ha registrato una crescita tendenziale del 16%. La questione adesso è una: cosa fare con l''ex Ice?

(Economy, 02/11/2011, E23) - Notiziario: 06/2011
 
Il business italiano terra di conquista

Gli operatori stranieri ampliano le loro mire di conquista nei confronti delle aziende e dei marchi italiani più noti. Nei primi nove mesi del 2011 sono passate in mani straniere ben 71 aziende italiane per un controvalore di 15 miliardi di euro rispetto a un totale del mercato M&A italiano di circa 21 miliardi. Ne sono un esempio La Rinascente, passata ai thailandesi, marchi storici della moda come Ferrè, acquisito da un fondo sovrano arabo, Belstaff, ora in mano agli austriaci e Moncler, acquisita dal fondo francese Eurazeo per 400 milioni di Euro. Le eccellenze del tricolore cambiano bandiera...

(Gdo Week, 17/10/2011, E22) - Notiziario: 06/2011
 
Il tesoro nell'uva

Per il vino italiano il 2010 è stato l'anno della ripresa, dopo un 2009 disastroso. E il 2011 si è aperto con segnali incoraggianti, di ulteriore crescita. Secondo l'ultimo rapporto sui grandi gruppi italiani del vino, il fatturato delle prime 103 società italiane produttrici di vino nel 2010 è cresciuto del 5%. Grazie all'export, alle quotazioni delle bottiglie e al costo dei vigneti, il vino italiano resiste bene alla crisi e si conferma come uno dei pochi settori ancora in crescita. Le case vinicole vedono rosa.

(L'Espresso, 06/10/2011, E21) - Notiziario: 05/2011
 
Ecco i campioni anti recessione

Sono molte le società quotate in Borsa che non sentono la crisi economica e finanziaria che dal 2008 imperversa sui mercati mondiali. La top ten assoluta è guidata dalla cinese Shandong Weigao e tra le prime dieci vi sono anche Tencent, Potash, Apple e Volkswagen. L'italiana Saipem, del gruppo Eni, è al settimo posto tra le prime dieci di settore. Ci sono anche quattro grandi nomi del nostro paese tra le outsider: Fiat, Snam Rete Gas, Tod's e Pirelli. Ecco quali sono i creatori di valore globale secondo una ricerca di Boston Consulting Group.

(Il Mondo, 07/10/2011, E20) - Notiziario: 05/2011
 
Supply chain del largo consumo: la collaborazione è virtuosa

La globalizzazione e la crescente complessità dei mercati hanno aumentato il livello della competizione fra le supply chain, accrescendo la pressione sui prezzi, sui tempi di resa dei prodotti e sul livello di servizio erogato. Le aziende operanti nel settore del largo consumo hanno preso consapevolezza che gli approcci basati su una strategia collaborativa sono la chiave per il successo: i trasporti e la gestione delle scorte sono due ambiti in cui si possono ottenere grandi vantaggi lavorando in ottica cooperativa. Per creare vantaggio competitivo non è ormai più possibile focalizzarsi sul proprio “tratto di competenza” della catena del valore, ma bisogna averne una visione globale.

(Logistica, 01/09/2011, E19) - Notiziario: 04/2011
 
Liquori tipici, il futuro degli alcolici

Il segmento dei liquori tipici negli ulitmi anni sta soffrendo la generalizzata diminuzione dei consumi. Il comparto degli alcolici nel suo complesso è vittima di una contrazione delle vendite legata allo sfavorevole scenario economico. La maggiore attenzione alla salute e la recente normativa di regolamentazione del consumo degli alcolici, inoltre hanno inciso notevolmente nella riduzione dei consumi, sia fuori casa sia fra le mura domestiche. Il settore sta passando un momento non facile: le performance migliori sono quelle registrate dal comparto dei liquori tipici, che nel 2010 ha registrato un lieve calo dell'1%.

(Imbottigliamento, 01/09/2011, E18) - Notiziario: 04/2011
 
Finalmente si torna a bere

Da tre anni a questa parte è la prima volta che nei primi sei mesi del 2011 quasi tutte le categorie del beverage fanno registrare il segno positivo, ad eccezione degli Alcolici. Per alcune categorie c'è la conferma di una tendenza positiva strutturale che presenta ancora margini di crescita. L'Acqua (+1,6%), la Birra (+5,9%) e le Bevande Gassate (+2,7%) invertono il trend registrato nel primo trimestre. Bene il trend degli Smoothies anche se ormai segnalano limiti allo sviluppo. Gli italiani sono tornati ad avere sete!

(Beverage&Grocery, 31/07/2011, E17) - Notiziario: 03/2011
 
Quei gioielli nascosti

Ecco quali sono le nuove "30 perle" dell'eccellenza italiana secondo l'Osservatorio sulle pmi di Global Strategy. Dei veri e propri modelli di sviluppo destinati a fare scuola. Sono aziende con il tasso di crescita a due cifre, concentrate nei distretti del Nord ma proiettate verso il mercato globale. Investono in efficienza e innovazione, sono focalizzate sul core business e attente alla qualità dei prodotti e dei servizi proposti. Dalla Balocco, che esporta i suoi panettoni e le sue colombe fino al Medio Oriente, alla famiglia Bertazzoni, che esporta le sue cucine negli Usa, fino alla meccanica Faccin e alla chimica Fluorsid, ecco quali sono i nostri fiori all'occhiello.

(Il Mondo, 01/07/2011, E16) - Notiziario: 03/2011
 
Le nuove sfide della ristorazione

Il mondo della ristorazione italiana vale oggi 71 miliardi di euro, vede protagonisti diversi attori, dalle aziende che offrono beni e servizi, ai consumatori che continuano a cambiare velocemente gusti e bisogni. Le aziende devono saper gestire questa situazione complessa per continuare a rimanere sul mercato con successo. Il consumatore è infatti oggi più informato, competente ed è sempre più esperto, ha aspettative elevate ed è più esigente rispetto a qualche anno fa. Per questo motivo il mercato non può più ritenere sufficiente un'offerta basic ma deve offrire di più: la ristorazione deve cercare di essere sempre più attrattiva, per mantenere l'appeal deve rispondere alle esigenze dei consumatori, anticipare i bisogni e crearne di nuovi.

(Locali Top, 30/06/2011, E15) - Notiziario: 03/2011
 
Business felicita'

Action for Happiness è un'associazione no profit fondata dall'economista Layard, dal sociologo Mulgan e dal docente Seldon. E' una lobby della felicità, un laboratorio di idee e proposte concrete indirizzate non solo ai singoli individui, ma soprattutto ai governi. Per realizzare il sogno di una società finalizzata alla felicità. Produrre più reddito non è sufficiente: bisogna investire sulla salute, sull'istruzione e sull'ambiente, e prevenire i disagi psichici. Se le nazioni vivono meglio, i conti dello Stato ne beneficiano.

(L'Espresso, 09/06/2011, E14) - Notiziario: 02/2011
 
Un brand a tutti gli effetti

La stasi dei consumi registrata negli ultimi anni ha contribuito a una massiccia penetrazione dei prodotti private label. Il trend che da anni si registra in Spagna, Germania e Regno Unito sta prendendo piede anche in Italia, con ampi margini di crescita: si ipotizza che nel corso dei prossimi sette anni la marca commerciale raggiunga una quota del 22-25%, allineandosi a quella di altri Paesi europei. Questa ipotesi è sostenuta dalla crescita a ritmo sostenuto del 2010 e confermata anche nel 2011. La Gdo si concentri sulle private label!

(Largo Consumo, 01/05/2011, E13) - Notiziario: 02/2011
 
Le carte di pagamento in Italia

Come si sono evolute le diverse tipologie di carte di pagamento e come si sono sviluppate e diversificate rispetto alle diverse e molteplici esigenze dei clienti? In Italia il mercato delle carte ha raggiunto volumi di transizioni e diffusioni significativi, e nonostante ciò il mercato non è ancora saturo. Sembra anzi avere dei margini di ulteriore crescita attraverso il coinvolgimento dei più fedeli sostenitori del denaro contante. Ecco quanto emerge dal rapporto "Carte di pagamento 2010".

(MK, 01/06/2011, E12) - Notiziario: 02/2011
 
Una lenta progressione

Il franchising si propone come volano anche nel mondo della ristorazione. In Italia si contano quasi 900 reti con almeno 3 negozi, più di 53mila punti vendita che danno lavoro a oltre 180mila persone e generando un giro d'affari di 21 miliardi di euro. Nonostante la grande crisi, il business legato all'affiliazione non smette di crescere, garantendo una sostanziale tenuta del quadro occupazionale e accentuando la propria capacità di penetrazione nei mercati esteri. Il franchising si conferma motore della possibile e auspicata ripresa del "Sistema Italia".

(Ristorando, 31/05/2011, E11) - Notiziario: 02/2011
 
Smartcity

La città ideale unisce i servizi migliori, e più tecnologicamente avanzati, introdotti in giro per il mondo. Una città in cui le auto circolano con sensori che indicano il parcheggio libero più vicino e contribuiscono alla riduzione delle emissioni, oppure con biciclette con una ruota che garantisce una pedalata assistita grazie alla batteria elettrica interna, che si ricarica a ogni frenata e attiva Bluetooth per inviare allo smartphone del ciclista informazioni utili. O un quartiere in grado di alimentarsi sfruttando i raggi del sole. Bisogna sempre più utilizzare le risorse fornite dall'hi-tech anche in ambito urbano, per dare una mano ai bilanci pubblici e aumentare il benessere dei cittadini. Una smartcity ci salverà!

(Il Mondo, 25/03/2011, E10) - Notiziario: 02/2011
 
Super ricchi o super poveri

Negli ultimi dieci anni il ceto medio si è assottigliato, e sembra che siano rimaste solo due classi sociali: poveri e ricchi. La crisi economica sta aggravando uno schiacciamento delle classi medie a vantaggio di chi sta al vertice della piramide sociale. Il risultato? I ricchi sono sempre più ricchi e i poveri (o impoveriti) sono sempre più poveri. Auto, case e beni alimentari, per tutti i comparti vi è la stessa tendenza: vendono solo gli articoli più prestigiosi e di lusso oppure quelli più economici.

(L'Espresso, 17/03/2011, E09) - Notiziario: 02/2011
 
Quattro idee per cambiare

Lealtà e condivisione, velocità e incisività, rilevanza e sostenibilità, unicità e universalità sono le parole chiave per il futuro delle nostre aziende. Questo quanto è emerso da una ricerca condotta da Accenture su 150 imprese. Grazie ai blog e ai social network, le aziende sono sempre più vicine al consumatore; il consumatore chiede una normalità fatta di eccezioni, di momenti straordinari e dal consumo veloce, perchè non ha tempo di leggere le istruzioni; è inoltre disposto a spendere di più in cambio di un prodotto o servizio sostenibile e per la fruizione di un prodotto unico. Come evolverà la società? Staremo a vedere.

(Economy, 26/01/2011, E08) - Notiziario: 01/2011
 
Sorpresa! Il distretto non e' piu' ristretto

La voglia di lottare e reinventarsi, nei 101 distretti industriali italiani, è ancora molta. Da un'indagine condotta da Federdistretti, è emerso un quadro più rassicurante: a inizio 2010 i primi bagliori di ripresa risultavano oscurati dalla scarsa fiducia degli addetti ai lavori (il 42% affermava di non credere più nel modello di business); un anno dopo il trend si è invertito e la percentuale degli scettici è scesa al 27%. I dati 2010 segnalano una forte reazione alla crisi e anche il 2011 si è aperto all'insegna di un cauto ottimismo. Stiamo finalmente uscendo dal tunnel della crisi?

(Economy, 16/02/2011, E07) - Notiziario: 01/2011
 
Il governo salvi la cassa

I big della grande distribuzione hanno chiuso il 2010 con una contrazione degli incassi del 2,2%, nonostante abbiano speso 5,7 miliardi di euro in promozioni. Visto che queste iniziative non sono sufficienti, la categoria si prepara a chiedere l'intervento del governo. E' necessario stimolare la crescita del comparto, che incide per il 4% nel pil e il 20% nelle spese delle famiglie. E ha un significativo peso sull'occupazione: la filiera conta più di 800 mila occupati, di cui il 52% donne. Per rilanciare i consumi sono quindi decisive l'occupazione femminile e le liberalizzazioni.

(Il Mondo, 22/04/2011, E06) - Notiziario: 01/2011
 
L'occupazione femminile sara' risorsa

Il mondo del largoconsumo ha voluto scuotere la business community dal suo torpore, cercando di convincerla a non rassegnarsi alla stagnazione. E' necessario che i consumi tornino a crescere. L'incidenza di una migliore occupazione femminile sull'intero sistema paese è valutabile in circa 0,3 punti percentuali incrementali sul Pil per ogni 100.000 donne lavoratrici in più, a parità di retribuzione media. Per vivacizzare l'occupazione femminile è necessario anche riposizionare correttamente la figura profesionale della non-madre. L'occupazione femminile è una risorsa o un limite?

(Mark Up, 01/04/2011, E05) - Notiziario: 01/2011
 
Qualcuno vede rosa

Secondo le previsioni, il 2011 sarà un anno positivo per l'industria e l'economia italiana. Rispetto al 2010 i ricavi del settore manifatturiero cresceranno in media più del 3% con punte del 6,1% per la meccanica. Le imprese guardano al futuro con un cauto ottismismo, anche se per crescere dovranno puntare tutto sullo specializzarsi, innovare, sfruttare creatività, design e rapidità, tutte quelle qualità tipiche del made in Italy insomma. E aiutano a sperare nel futuro anche la ripresa della Germania e gli acquisti dalla Cina. Staremo a vedere cosa succederà!

(L'Espresso, 03/02/2011, E04) - Notiziario: 01/2011
 
Piu' liberta' nel carrello della spesa

Le liberalizzazioni possono fare risparmiare agli italiani fino a 3.600 euro all'anno. Il presidente di Centromarca Luigi Bordoni è molto interessato al potere d'acquisto dei consumatori e si dichiara totalmente a favore delle liberalizzazioni. La spesa al supermercato negli ultimi sei mesi è calata del 7%. Bisogna correre ai ripari. Una tra le soluzioni potrebbe essere l'aprire i settori protetti come energia, professioni e banche. Avendo più disponibilità, gli italiani tornerebbero così a comprare al supermercato.

(Il Mondo, 25/03/2011, E03) - Notiziario: 01/2011
 
Destinati alla ricchezza

Il National People's Congress ha approvato il XII Piano quinquennale per la Cina (2011-2015). Il paese è sempre più ricco e continuerà a offrire opportunità alle imprese estere e italiane, che dovranno però adattarsi ai cambiamenti sociali e valutare la scelta di operare nel mercato cinese, non più sulla base dei bassi costi, ma della possibilità di coprire i consumi locali. Nei prossimi anni avremo a che fare con una Cina diversa, dove sono aumentati i salari e il costo delle materie prime. Nei prossimi cinque anni è prevista una crescita economica del 7% annuo, nove milioni di nuovi posti di lavoro, tasso di disoccupazione al di sotto del 4,5%. Le opportunità per le imprese non mancano.

(Espansione, 01/04/2011, E02) - Notiziario: 01/2011
 
L'altra Italia che vale 15 miliardi

L'industria italiana delle piccole medie imprese, che occupa poco più del 90% delle attività economiche del nostro paese, vale almeno 15 miliardi di euro di crescita economica per il Paese e circa 50 mila nuovi posti di lavoro. Danno lavoro a 9 milioni di persone e potrebbero far crescere il Pil dell'1%. In termini di imprenditorialità l'Italia è migliore della Germania, più forte della Spagna per efficienza dell'amministrazione pubblica e a pari merito con l'Uk per livello di integrazione sul mercato europeo. Ecco perchè le nostre Pmi attirano nuovi capitali.

(Economy, 02/02/2011, E01) - Notiziario: 01/2011